“Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali”, domani 21 marzo sit-in in piazza Sant’Oronzo

LECCE – Il prossimo 21 marzo Arci Lecce, insieme a LINK Lecce – Coordinamento Universitario, all’associazione Antigone, LeA- Liberamente e Apertamente, Arci Gay, Caritas Diocesana, Cooperativa Rinascita e Agedo Lecce, sarà in Piazza Sant’Oronzo a partire dalle 10 per un sit-in dedicato alla Giornata Internazionale contro le discriminazioni razziali. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1966, questa giornata è dedicata al contrasto di azioni, comportamenti, provvedimenti e decreti discriminatori nei confronti del diverso.

Non dimentichiamo che la ricorrenza incontra e incrocia nello stesso giorno i temi della Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno contro le Mafie, la cui manifestazione principale si terrà quest’anno a Locri, in Calabria. Mafia e discriminazione sono fenomeni che si incrociano drammaticamente nel fenomeno transnazionale della tratta dei migranti. Serve per questo un impegno delle energie migliori della nostra società su questo fronte.

Quest’anno la giornata contro le discriminazioni razziali diventa in Italia un momento di mobilitazione contro il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento. Due provvedimento che rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Due provvedimenti con i quali si pretende di lanciare un segnale “securitario” all’opinione pubblica attraverso la decretazione d’urgenza per giungere a una riduzione drastica – e a nostro parere illegittima – dei diritti dei migranti. Ciò senza preoccuparsi di coinvolgere il mondo dell’associazionismo e degli operatori dell’accoglienza in un dibattito ampio per rivedere la normativa esistente, correggerne gli errori e garantire al paese un sistema che funziona.

I decreti si limitano a cambiar nome ai Cie (Centri di identificazione ed espulsione) trasformandoli in “Centri permanenti per il rimpatrio”; istituiscono un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità quanto per il lavoratore straniero semplicemente privo di permesso di soggiorno; viene annullato il secondo grado nella procedura di richiesta d’asilo e anche nel primo grado viene annullato il contraddittorio, ledendo il diritto alla difesa garantito costituzionalmente e precludendo al giudice la valutazione della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

 

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